Finalmente ho risolto il problemino di visualizzazione del header del blog!!!
(Per chi non se ne fosse accorto, l'elsa della spada risultava disallineata rispetto al resto della lama)
Ora dovrebbe essere tutto OK.
Si accettano suggerimenti e proposte (grafica, contenuti, ecc.).
Tutto sul mondo dei Giochi di Ruolo (GDR RPG), Magic the Gathering (MTG) e tutto ciò che è Fantasy
mercoledì 25 giugno 2008
martedì 24 giugno 2008
Il mistero si infittisce
Furono raggiunti da un gruppo di tre guardie cittadine, che subito intimarono loro di lasciare a terra le armi, puntando minacciosamente le loro alabarde.
«Fatemi passare! Fatemi passare!» urlò una voce dietro il drappello.
Le guardie umane, si aprirono e si presentò loro davanti un nano tarchiato e calvo, vestito con i classici verde e nero della guardia cittadina di Sharn.
«Per il naso sanguinante di Ollandra! Cos'è successo?» intimò il nano: «e non osate mentire!»
Si fece avanti Kherydan, e con schiettezza raccontò i fatti, omettendo però di menzionare il libretto.
Il nano ascoltò il racconto, fissandoli intensamente.
Poi ispezionò la scena del crimine, controllò i documenti del morto e contò le monete dentro la sacca.
«Bonal Geldem» commentò il nano, ordinando il riposo alle guardie: «Prevosto e studioso dell'Università di Morgrave. Avvertiremo i familiari e l'istituto.»
Poi fissando i tre compagni: «Venite con noi. Avete bisogno di cure.»
Al posto di guardia i tre approfondirono la conoscenza del Sergente Dolom, un nano duro ma giusto, che cerca di mantenere l'ordine nel suo distaccamento.
I tre compagni furono curanti da un halfling del casato Jorasco, chiamato e pagato da Dolom in persona. Mentre erano alla stazione di guardia, un messaggio fu recapitato loro, inviato da Lulshen, che specificava di aver raggiunto un accordo con la famiglia Sensos, pertanto i loro servigi non erano più richiesti. Tipico di Lulshen.
Anche se palesò simpatia per quei tre, Dolom si raccomandò che non prendessero più iniziative personali di quel tipo, e li congedò.
Mentre ripassavano nei pressi di Guglia Kelsa, molto vicino al luogo dell'assassinio, una figura incappucciata si parò loro innanzi facendo mostra di un anello.
«Il casato Cannith.» avvertì Pilgrim riconoscendo il simbolo inciso sull'anello.
«Se volete la verità sulla morte di Geldem, fatevi trovare all'Incudine Infranta all'alba, nella Torre Mason.» sussurrò la voce femminile prima di allontanarsi e sparire nei vicoli del distretto.
«Sembra proprio che i guai non riescano a stare lontani da noi troppo a lungo...» commentò sarcastico Kherydan.
«Io ci vado!» esclamò Skado.
«Come sempre, sono con te» continuò Pilgrim.
«Non mi pare di aver altra scelta...» concluse Kherydan.
Con passo svelto, raggiunsero in un paio d'ore la locanda gestita dagli halfling Ghallanda.
Ordinarono qualcosa da bere e si accomodarono.
Kherydan estrasse il libretto ed iniziò ad esaminarlo: di pelle nera, con solo un simbolo inciso in Mithral raffigurante un martello che sovrasta un'incudine inseriti in un cerchio. Le pagine non sembrano essere fatte di carta o pelle, ma la cosa più strana, è che sono tutte bianche. Nemmeno un foglio scritto.
Il riedrano avvicinò una pagina alla fiamma della candela, per verificare se in trasparenza, qualcosa fosse leggibile. Nulla.
Per curiosità, tentò di bruciare un angolo di un foglio, ma questo si dimostrò resistente alla fiamma.
«Mi sono stancato di aspettare. Vado a raccogliere un po' di informazioni» sbottò Skado spazientito.
Proprio mentre Skado si alzava dalla seggiola, la porta della locanda si aprì e un raggio del sole nascente passò, illuminando il tavolo degli avventurieri. Una snella figura si delineava in controluce.
Le vesti blu raffinate frusciavano dolcemente mentre si avvicinava al loro tavolo.
I lineamenti dolci del suo volto, i capelli corvini in contrasto con i lucenti occhi azzurri, facevano apparire questa donna, bellissima.
Si parò diritta di fronte a Kherydan e a lato di Pilgrim, e attese.
Dopo qualche attimo di imbarazzo, il riedrano si alzò di scatto e un po' goffamente propose: «La prego di accomodarsi, mia signora.»
«A quanto pare, c'è ancora chi rispetta il codice di cortesia» rispose, sedendosi.
«Mi chiamo Elaydren d'Vown» ponendo in vista l'anello del casato: «Immagino siate affamati e assetati. Ordinate tutto ciò che volete, offrirò io. Mentre vi rinfrancate vi parlerò del motivo per cui vi ho convocati.»
«Fatemi passare! Fatemi passare!» urlò una voce dietro il drappello.
Le guardie umane, si aprirono e si presentò loro davanti un nano tarchiato e calvo, vestito con i classici verde e nero della guardia cittadina di Sharn.
«Per il naso sanguinante di Ollandra! Cos'è successo?» intimò il nano: «e non osate mentire!»
Si fece avanti Kherydan, e con schiettezza raccontò i fatti, omettendo però di menzionare il libretto.
Il nano ascoltò il racconto, fissandoli intensamente.
Poi ispezionò la scena del crimine, controllò i documenti del morto e contò le monete dentro la sacca.
«Bonal Geldem» commentò il nano, ordinando il riposo alle guardie: «Prevosto e studioso dell'Università di Morgrave. Avvertiremo i familiari e l'istituto.»
Poi fissando i tre compagni: «Venite con noi. Avete bisogno di cure.»
Al posto di guardia i tre approfondirono la conoscenza del Sergente Dolom, un nano duro ma giusto, che cerca di mantenere l'ordine nel suo distaccamento.
I tre compagni furono curanti da un halfling del casato Jorasco, chiamato e pagato da Dolom in persona. Mentre erano alla stazione di guardia, un messaggio fu recapitato loro, inviato da Lulshen, che specificava di aver raggiunto un accordo con la famiglia Sensos, pertanto i loro servigi non erano più richiesti. Tipico di Lulshen.
Anche se palesò simpatia per quei tre, Dolom si raccomandò che non prendessero più iniziative personali di quel tipo, e li congedò.
Mentre ripassavano nei pressi di Guglia Kelsa, molto vicino al luogo dell'assassinio, una figura incappucciata si parò loro innanzi facendo mostra di un anello.
«Il casato Cannith.» avvertì Pilgrim riconoscendo il simbolo inciso sull'anello.
«Se volete la verità sulla morte di Geldem, fatevi trovare all'Incudine Infranta all'alba, nella Torre Mason.» sussurrò la voce femminile prima di allontanarsi e sparire nei vicoli del distretto.
«Sembra proprio che i guai non riescano a stare lontani da noi troppo a lungo...» commentò sarcastico Kherydan.
«Io ci vado!» esclamò Skado.
«Come sempre, sono con te» continuò Pilgrim.
«Non mi pare di aver altra scelta...» concluse Kherydan.
Con passo svelto, raggiunsero in un paio d'ore la locanda gestita dagli halfling Ghallanda.
Ordinarono qualcosa da bere e si accomodarono.
Kherydan estrasse il libretto ed iniziò ad esaminarlo: di pelle nera, con solo un simbolo inciso in Mithral raffigurante un martello che sovrasta un'incudine inseriti in un cerchio. Le pagine non sembrano essere fatte di carta o pelle, ma la cosa più strana, è che sono tutte bianche. Nemmeno un foglio scritto.
Il riedrano avvicinò una pagina alla fiamma della candela, per verificare se in trasparenza, qualcosa fosse leggibile. Nulla.
Per curiosità, tentò di bruciare un angolo di un foglio, ma questo si dimostrò resistente alla fiamma.
«Mi sono stancato di aspettare. Vado a raccogliere un po' di informazioni» sbottò Skado spazientito.
Proprio mentre Skado si alzava dalla seggiola, la porta della locanda si aprì e un raggio del sole nascente passò, illuminando il tavolo degli avventurieri. Una snella figura si delineava in controluce.
Le vesti blu raffinate frusciavano dolcemente mentre si avvicinava al loro tavolo.
I lineamenti dolci del suo volto, i capelli corvini in contrasto con i lucenti occhi azzurri, facevano apparire questa donna, bellissima.
Si parò diritta di fronte a Kherydan e a lato di Pilgrim, e attese.
Dopo qualche attimo di imbarazzo, il riedrano si alzò di scatto e un po' goffamente propose: «La prego di accomodarsi, mia signora.»
«A quanto pare, c'è ancora chi rispetta il codice di cortesia» rispose, sedendosi.
«Mi chiamo Elaydren d'Vown» ponendo in vista l'anello del casato: «Immagino siate affamati e assetati. Ordinate tutto ciò che volete, offrirò io. Mentre vi rinfrancate vi parlerò del motivo per cui vi ho convocati.»
Alcune pietanze furono servite insieme a della buona birra.
«A nome del casato Cannith, vi ringrazio di essere venuti.», introdusse: «Il prevosto Bonal Geldem ed io stavamo lavorando per recuperare un antico cimelio della mia famiglia. Ci saremmo dovuti incontrare, questa notte, ma come sapete, non si è mai presentato.»
La donna continua a parlare: «Questo cimelio, stando alle antiche leggende, sarebbe rinchiuso in un'antica fonderia nelle profonidità di Sharn. Un luogo che esiste da ancor prima del Regno di Galifar. Il povero Bonal era certo di aver trovato l'esatta ubicazione della fonderia, riportata in un vecchio diario del casato.»
Si prese una pausa: «Che adesso avete qui con voi.»
Scese un teso silenzio.
«Cosa ti fa credere, mia signora, che possediamo tale oggetto?» chiese Kherydan rompendo il silenzio.
Uno splendido sorriso rassicurante riempì il volto di lady Elaydren, «Non difenderti, giovane amico. Non ti sto accusando. Il fatto che il diario del mio casato, sia qui, ad una distanza massima di tre metri da me, è inconfutabile.», allungò la mano destra verso Kherydan.
L'anello emanò una fioca aura magica.
«Per deduzione, ho immaginato fosse entrato in vostro possesso. Vi prego di restituirmelo, anche perché non riesco ad immaginare un utilizzo intelligente, di un libretto di sole pagine bianche.»
I tre si scambiarono un'occhiata, ed infine Kherydan porse il libro alla nobile.
Al contatto con la mano della donna, l'anello e il simbolo di mithral, iniziarono a splendere all'unisono.
«Grazie. Avete fatto la cosa giusta.» ed iniziò a sfogliarlo. Le pagine bianche iniziarono a riempirsi di sottili disegni e scritte. Trovata una pagina specifica, Elaydren la esaminò per un istante, poi chiuse il diario ed estrasse una mappa che teneva avvola nel sul mantello.
«L'ubicazione della fonderia perduta, si trova nelle profondità di Torre Dorasharn.» spiegò lady Elaydren: «57 livelli al di sotto dell'attuale livello fognario. Vi offro mille monete d'oro e il patrocinio del casato Cannith, se riuscirete a recuperare il cimelio e a riportarmelo. Mi aiuterete?»
«Beh, veramente...» iniziò Kherydan.
«Ecco a voi un anticipo di cento monete oro» e un borsello pieno di monete fece la sua comparsa al centro del tavolo.
«Lulshen ci ha scaricati.» fece notare Pilgrim.
«E poi, sembra divertente!» ammise Skado.
«Mmm... d'accordo.,» si arrese Kherydan.
«Abbiamo stretto un patto, dunque.» concluse la donna: «La reliquia che cerchiamo è una placca di adamantio della dimensione di una mano, e ha la forma di una stella a sette punte. Di per se non ha alcun potere in particolare, ma è uno schema: un frammento di un antico progetto usato dagli antichi patriarchi del mio casato per forgiare oggetti insoliti. Recuperatelo e i Cannith dell'Aundair ve ne saranno eternamente grati.»
Kherydan era dubbioso: «Perché non ti fai aiutare dal tuo casato, mia signora? Non sarebbero più adatte persone di vostra fiducia, per questo compito delicato?»
«Mio carissimo amico», rispose la nobile: «Devi sapere che la famiglia Cannith, sta affrontando una grave crisi. Potremmo definirlo uno scisma. Una guerra intestina che sta spezzando in tre il casato. I lord Cannith dell'Aundair, che io rappresento, sono certi della presenza di spie qui a Sharn. Se ci muovessimo direttamente, verremmo di certo scoperti. Abbiamo bisogno di un lavoro fatto con discrezione e senza legami confermabili con il mio ramo della famiglia.»
«Ma come raggiungiamo queste profondità? E cosa troveremo lì sotto?» insistette Kherydan
«Questa mappa indica il percorso che dovrete seguire per giungere alle fognature di Dorasharn.» disse indicando la mappa sottostante: «Da qualche parte, oltre il nodo E-213, troverete lo stesso simbolo del diario di Bonal. Oltre il sigillo, seguite la via per i livelli dimenticati sottostanti, fino a raggiungere la fonderia.»
«Che cosa vi aspetti laggiù non lo immagino, ma Bonal, mentre preparavamo la spedizione, insisteva sul fatto di portare del fuoco. Chissà cos'avrà voluto dire...?»
«A nome del casato Cannith, vi ringrazio di essere venuti.», introdusse: «Il prevosto Bonal Geldem ed io stavamo lavorando per recuperare un antico cimelio della mia famiglia. Ci saremmo dovuti incontrare, questa notte, ma come sapete, non si è mai presentato.»
La donna continua a parlare: «Questo cimelio, stando alle antiche leggende, sarebbe rinchiuso in un'antica fonderia nelle profonidità di Sharn. Un luogo che esiste da ancor prima del Regno di Galifar. Il povero Bonal era certo di aver trovato l'esatta ubicazione della fonderia, riportata in un vecchio diario del casato.»
Si prese una pausa: «Che adesso avete qui con voi.»
Scese un teso silenzio.
«Cosa ti fa credere, mia signora, che possediamo tale oggetto?» chiese Kherydan rompendo il silenzio.
Uno splendido sorriso rassicurante riempì il volto di lady Elaydren, «Non difenderti, giovane amico. Non ti sto accusando. Il fatto che il diario del mio casato, sia qui, ad una distanza massima di tre metri da me, è inconfutabile.», allungò la mano destra verso Kherydan.
L'anello emanò una fioca aura magica.
«Per deduzione, ho immaginato fosse entrato in vostro possesso. Vi prego di restituirmelo, anche perché non riesco ad immaginare un utilizzo intelligente, di un libretto di sole pagine bianche.»
I tre si scambiarono un'occhiata, ed infine Kherydan porse il libro alla nobile.
Al contatto con la mano della donna, l'anello e il simbolo di mithral, iniziarono a splendere all'unisono.
«Grazie. Avete fatto la cosa giusta.» ed iniziò a sfogliarlo. Le pagine bianche iniziarono a riempirsi di sottili disegni e scritte. Trovata una pagina specifica, Elaydren la esaminò per un istante, poi chiuse il diario ed estrasse una mappa che teneva avvola nel sul mantello.
«L'ubicazione della fonderia perduta, si trova nelle profondità di Torre Dorasharn.» spiegò lady Elaydren: «57 livelli al di sotto dell'attuale livello fognario. Vi offro mille monete d'oro e il patrocinio del casato Cannith, se riuscirete a recuperare il cimelio e a riportarmelo. Mi aiuterete?»
«Beh, veramente...» iniziò Kherydan.
«Ecco a voi un anticipo di cento monete oro» e un borsello pieno di monete fece la sua comparsa al centro del tavolo.
«Lulshen ci ha scaricati.» fece notare Pilgrim.
«E poi, sembra divertente!» ammise Skado.
«Mmm... d'accordo.,» si arrese Kherydan.
«Abbiamo stretto un patto, dunque.» concluse la donna: «La reliquia che cerchiamo è una placca di adamantio della dimensione di una mano, e ha la forma di una stella a sette punte. Di per se non ha alcun potere in particolare, ma è uno schema: un frammento di un antico progetto usato dagli antichi patriarchi del mio casato per forgiare oggetti insoliti. Recuperatelo e i Cannith dell'Aundair ve ne saranno eternamente grati.»
Kherydan era dubbioso: «Perché non ti fai aiutare dal tuo casato, mia signora? Non sarebbero più adatte persone di vostra fiducia, per questo compito delicato?»
«Mio carissimo amico», rispose la nobile: «Devi sapere che la famiglia Cannith, sta affrontando una grave crisi. Potremmo definirlo uno scisma. Una guerra intestina che sta spezzando in tre il casato. I lord Cannith dell'Aundair, che io rappresento, sono certi della presenza di spie qui a Sharn. Se ci muovessimo direttamente, verremmo di certo scoperti. Abbiamo bisogno di un lavoro fatto con discrezione e senza legami confermabili con il mio ramo della famiglia.»
«Ma come raggiungiamo queste profondità? E cosa troveremo lì sotto?» insistette Kherydan
«Questa mappa indica il percorso che dovrete seguire per giungere alle fognature di Dorasharn.» disse indicando la mappa sottostante: «Da qualche parte, oltre il nodo E-213, troverete lo stesso simbolo del diario di Bonal. Oltre il sigillo, seguite la via per i livelli dimenticati sottostanti, fino a raggiungere la fonderia.»
«Che cosa vi aspetti laggiù non lo immagino, ma Bonal, mentre preparavamo la spedizione, insisteva sul fatto di portare del fuoco. Chissà cos'avrà voluto dire...?»
Detto questo la donna si girò di scatto verso la porta della locanda, come se avesse visto qualcosa o qualcuno.
«Bene amici. Spero di incontrarvi presto, e con lo schema recuperato.» e alzandosi frettolosamente, congedò i tre compagni e lasciò l'Incudine Infranta.
«Io vi raggiungerò più tardi.» esordì improvvisamente Skado: «C'è qualcosa che non mi convince in questa storia.» e imboccò l'uscita.
«E adesso?» chiese Pilgrim
«Andiamo alla Fossa a riposare e aspettiamo.» rispose Kherydan
«Senza Skado e Jagoren, non ci muoviamo. Il gruppo deve riunirsi.»
Wir, Undicesimo giorno di Barrakas
Cronache di Eberron – 998 AR
La prima battaglia
Di struttura più longilinea e con lineamenti vagamente femminili, il nemico li scrutava impassibile.
Il suo sguardo cadde infine sulla sacca che il morfico teneva ancora stretta in mano.
All'improvviso, con un balzo si lanciò su Skado.
Con una schivata laterale, il ranger evitò l'impatto con l'ascia nemica, andando ad affiancarsi a Pilgrim.
Kherydan si era già affiancato agli amici, anche se dolorante.
Con un movimento brusco, la forgiata aprì il mantello, per favorire i movimenti.
Roteando l'ascia e urlando di rabbia si scagliò nuovamente contro il gruppo.
Con una parata prodigiosa, il riedrano frappose la sua lama ai compagni e con una spinta, respinse l'assalto della forgiata.
Gli occhi di Pilgrim e del nemico si incontrarono, e per un istante lei sembrò esitare.
Con uno scatto, Skado tentò l'affondo con la sua daga, ma fallì.
Mentre dava le spalle, Kherydan tentò di colpirla con un fendente, ma con una schivata, riuscì ad evitarlo.
Poi la vibrazione di una corda tesa, seguita da un tonfo secco, la fece urlare ed inginocchiare.
Guardandosi il fianco, l'assassina si rese conto di essere stata trafitta da un quadrello.
Pilgrim stava già ricaricando.
Non badando più alla ferita, urlando contro il cielo tutta la sua cieca ira, la forgiata si scagliò contro Skado.
Con una potenza incredibile, sferrò un colpo micidiale che stavolta colpì il morifico alla gamba sinistra. Fortunatamente grazie alla sua agilità di ranger, la ferita risultò non grave.
E si presentò l'opportunità: la guardia dell'assassina era sbilanciata, e con un affondo pesante Skado la pugnalò in pieno petto, ferendola gravemente.
Con un calcio, Skado fu scaraventato qualche metro più in là.
Voltandosi si trovò di fronte Kherydan. Con un muggito lo caricò, ma un altro quadrello di Pilgrim la colpì sulla spalla sinistra, creando l'occasione perfetta per l'ardente riedrano.
Abbassandosi leggermente, sferrando un affondo dal basso verso l'alto, Kherydan trapassò l'addome della nemica, facendo fuoriuscire la lama all'altezza delle spalle.
Con un tremito l'assassina si inginocchiò.
Poi si accasciò con la faccia rivolta al cielo.
I suoi occhi rossi, si spensero.
«Maledizione. Siamo capitati nel posto sbagliato, al momento sbagliato. Ci avrebbe uccisi.» disse Kherydan estraendo la lama dal corpo della nemica abbattuta.
«Già.» commentò Skado «Ci teneva proprio a non lasciare testimoni»
«Fatemi dare un'occhiata» intervenne Pilgrim, e si inginocchiò sul corpo della forgiata.
Un leggero brivido innaturale, le animava il petto.
Pilgrim, scostò leggermente il mantello e di scatto si aprì una fessura da cui schizzò fuori un piccolissimo oggetto volante, che sparì nella notte.
«Un messaggero finale» osservò l'artefice: «qualcuno verrà informato del suo fallimento.»
«Guardate là» intervenne Skado indicando un gruppo di guardie cittadine che stavano accorrendo.
«Direi puntuali.» commentò sarcastico Kherydan.
«Si. Puntualmente a lavoro finito.» continuò il ranger.
«E di che ti meravigli? Siamo a Sharn.» concluse l'artefice forgiato.
Zol, Decimo giorno di Barrakas
Cronache di Eberron – 998 AR
Il suo sguardo cadde infine sulla sacca che il morfico teneva ancora stretta in mano.
All'improvviso, con un balzo si lanciò su Skado.
Con una schivata laterale, il ranger evitò l'impatto con l'ascia nemica, andando ad affiancarsi a Pilgrim.
Kherydan si era già affiancato agli amici, anche se dolorante.
Con un movimento brusco, la forgiata aprì il mantello, per favorire i movimenti.
Roteando l'ascia e urlando di rabbia si scagliò nuovamente contro il gruppo.
Con una parata prodigiosa, il riedrano frappose la sua lama ai compagni e con una spinta, respinse l'assalto della forgiata.
Gli occhi di Pilgrim e del nemico si incontrarono, e per un istante lei sembrò esitare.
Con uno scatto, Skado tentò l'affondo con la sua daga, ma fallì.
Mentre dava le spalle, Kherydan tentò di colpirla con un fendente, ma con una schivata, riuscì ad evitarlo.
Poi la vibrazione di una corda tesa, seguita da un tonfo secco, la fece urlare ed inginocchiare.
Guardandosi il fianco, l'assassina si rese conto di essere stata trafitta da un quadrello.
Pilgrim stava già ricaricando.
Non badando più alla ferita, urlando contro il cielo tutta la sua cieca ira, la forgiata si scagliò contro Skado.
Con una potenza incredibile, sferrò un colpo micidiale che stavolta colpì il morifico alla gamba sinistra. Fortunatamente grazie alla sua agilità di ranger, la ferita risultò non grave.
E si presentò l'opportunità: la guardia dell'assassina era sbilanciata, e con un affondo pesante Skado la pugnalò in pieno petto, ferendola gravemente.
Con un calcio, Skado fu scaraventato qualche metro più in là.
Voltandosi si trovò di fronte Kherydan. Con un muggito lo caricò, ma un altro quadrello di Pilgrim la colpì sulla spalla sinistra, creando l'occasione perfetta per l'ardente riedrano.
Abbassandosi leggermente, sferrando un affondo dal basso verso l'alto, Kherydan trapassò l'addome della nemica, facendo fuoriuscire la lama all'altezza delle spalle.
Con un tremito l'assassina si inginocchiò.
Poi si accasciò con la faccia rivolta al cielo.
I suoi occhi rossi, si spensero.
«Maledizione. Siamo capitati nel posto sbagliato, al momento sbagliato. Ci avrebbe uccisi.» disse Kherydan estraendo la lama dal corpo della nemica abbattuta.
«Già.» commentò Skado «Ci teneva proprio a non lasciare testimoni»
«Fatemi dare un'occhiata» intervenne Pilgrim, e si inginocchiò sul corpo della forgiata.
Un leggero brivido innaturale, le animava il petto.
Pilgrim, scostò leggermente il mantello e di scatto si aprì una fessura da cui schizzò fuori un piccolissimo oggetto volante, che sparì nella notte.
«Un messaggero finale» osservò l'artefice: «qualcuno verrà informato del suo fallimento.»
«Guardate là» intervenne Skado indicando un gruppo di guardie cittadine che stavano accorrendo.
«Direi puntuali.» commentò sarcastico Kherydan.
«Si. Puntualmente a lavoro finito.» continuò il ranger.
«E di che ti meravigli? Siamo a Sharn.» concluse l'artefice forgiato.
Zol, Decimo giorno di Barrakas
Cronache di Eberron – 998 AR
lunedì 23 giugno 2008
Quattro destini
Anche quella sera, la pioggia sendeva incessante, e come un velo sottile, sfocava i contorni delle svettanti torri di Sharn.
Come ordinato dal mezzelfo Lulshen, i quattro si stavano recando al distretto delle Torri di Mithral, per fare due chiacchiere col nobile Rowest Sensos, un parente dell'influente politico Sorik Sensos, per scoprire perché da qualche tempo, non si facesse più vedere alla "Fossa".
Lulshen era solito ribadirlo ad ogni occasione: i debiti di gioco, vanno onorati. Sempre.
Pilgrim, Jagoren, Kherydan e Skado sono quelle conseguenze, che si manifestano, quando non si rispetta questa semplice regola.
«Cerchiamo di fare in fretta, perché non sopporto questa pioggia.», lamentò Pilgrim.
«Dobbiamo arrivare al ponte di Guglia Kelsa, e poi proseguire diritti», precisò Skado.
Pilgrim, forgiato emerso dalle Forge di Creazione dei Cannith di Sharn, durante il conflitto fu spedito a proteggere i confini Brelandiani contro gli eserciti del Karrnath e del Cyre. Al termine della guerra, trovandosi all'improvviso libero e senza ordini da eseguire, rientrò a Sharn. Dimostrò di essere più sofisticato, rispetto ai suoi fratelli costrutti, pertanto si dedicò agli studi di artimagia, dimostrando un certo talento per la professione di artefice. Dallo spirito indipendente e animato dal desiderio di vedere il mondo, intraprese un viaggio attraverso il Breland. Vagò per la regione conoscendo persone e ampliando il suo bagaglio culturale, fino a giungere ai confini nord dove si stendono le Terre dell'Eldeen. Lì incontrò Skado, un morfico PassoLungo, particolarmente socievole e dotato di spirito d'avventura. Fu proprio lui a battezzarlo Pilgrim, pellegrino.
«Di che ti lamenti amico? I fulmini stasera sono davvero fantastici ed in fondo la pioggia è una cosa naturale.», replicò Kherydan «Ma tu, riesci a comprendere la potenza e la bellezza della natura, forgiato?»
«E' solo un costrutto senziente, non puoi aspettarti nulla di più di quel che ti darebbe un omuncolo.», rispose sprezzante Jagoren. E senza dare il tempo a Pilgrim di replicare, aggiunse: «Beh, io vado al Museo Dezina. Sono stato invitato, come rappresentante del mio casato, ad una mostra di archeologi di Morgrave di ritorno da Xen'Drik. Ci vediamo dopo.» e si allontanò senza voltarsi.
Il morfico rimase perplesso e mormorò: «Ma chi si crede di essere?»
Skado, ranger delle Terre dell'Eldeen, lo si definirebbe un tipo amichevole e generalmente di buon umore. Del suo passato non parla mai, non ama la violenza gratuita, e non uccide a meno che non sia strettamente necessario; ma la sua peculiarità più spiccata è la curiosità, e spesso per questa, si è cacciato nei guai. Si distingue nel combattimento corpo a corpo, ma diventa micidiale se imbraccia il suo arco lungo. Per farla breve, un ranger morfico dell'Eldeen.
Opposto, per così dire, a Jagoren.
Skado e Pilgrim nel loro girovagare, mentre visitavano la città di Starilaskur, fecero la conoscenza del nobile Jagoren d'Deneith, della Gilda dei Difensori. L'incontro non fu dei più cordiali, visto che Jagoren aveva indenzione di ucciderli perché convinto che fossero due sicari, inviati ad uccidere il suo cliente. Risolto l'equivoco, Jagoren si incuriosì ai racconti dei due vagabondi e di punto in bianco decise che per meglio servire il casato (e le sue sfrenate ambizioni), avrebbe dovuto fare esperienza come avventuriero. Si unì così ai due e puntarono verso sud, seguendo la strada mercantile.
«Il solito sbruffone...» rispose Kherydan e, sistemandosi la spada, avanzò impettito.
Gli altri lo seguirono.
Dei quattro, certamente il più misterioso era il riedrano dall'oscuro passato Kherydan. Di lui ha rivelato solo di essere fuggito anni fa da un piccolo villaggio di Riedra chiamato Khel. Valente in combattimento, generoso ed altruista con gli amici, dal fascino esotico e con una dialettica persuasiva fuori dal comune, sembra davvero uno uomo che non ha nulla a che spartire con la gente del Khorvaire.
Dopo circa un'ora, mentre attraversavano la passerella che porta a Torre Dalannan a est di guglia Kelsa, Kherydan scorse qualcosa, a circa 20 metri da loro.
Nella penombra del velo di pioggia, semi-nascosta dalle ombre delle lanterne perenni, una figura incappucciata si ergeva innanzi a loro, e ai suoi piedi, una sorta di fagotto indistinguibile dalla loro posizione.
«Ehi, guardate là», sussurrò Kherydan.
«Andiamo a vedere», suggerì Skado e avanzò di un paio di passi.
Un fulmine balenò in cielo delineando i contorni della figura e della lunga lama che spuntava dalla sua manica.
«Per tutti i demoni!» imprecò Pilgrim.
La figura sul ponte si voltò verso di loro.
Kherydan, avanzò a sua volta e continuò a fissarla, in segno di sfida.
Con uno scatto fulmineo, la creatura si lanciò verso di loro.
Kherydan mise mano alla spada, Pilgrim estrasse la sua balestra leggera da polso e Skado fece un altro passo in avanti, tendendo una mano e intimando: «Fermati! Fermati!»
L'essere continuò a correre ed arrivato ad un passo da loro, allargò le sinuose braccia e spiccò un balzo straordinario. Ruotando acrobaticamente su se stessa, saltò oltre la balaustra, nel vuoto.
I tre rimasero un istante a bocca aperta e poi corsero sul bordo a verificare.
Sparita. Probabilmente era troppo buio per notare qulacosa.
Si trovavano a circa mille metri di altezza, nulla sarebbe sopravvissuto a quel salto.
«Lì c'è qualcosa. Venite! Andiamo a controllare!» incalzò il morfico.
Avvicinatisi al ponte di Guglia Kelsa, trovarono riverso a terra, in una pozza di sangue, un uomo brizzolato vestito con abiti distinti e con una sacca di ottima fattura stretta nella mano destra.
Skado lo girò, e risultò subito evidente che era morto. La ferita che gli squarciava il petto gli era stata inferta da pochissimo.
«Per la pelle del Simulacro!», imprecò Skado: «Scommetto che quel folle che si è gettato di sotto, è l'assassino!»
«Già... e ci è scappato...», commentò Kherydan.
«Beh, diamo un'occhiata a questa sacca...» e Skado iniziò a frugare: «Ehi! Una mela! Beh... tanto a lui non serve più...» e il morfico diede un morso.
«A volte stupisci pure me...», commentò il forgiato.
«Qualche moneta, qualche foglio di carta con pennini... mmm... niente di che... si direbbe uno studioso, o qualcosa di simile... Ah, il suo documento e... interessante... dai un'occhiata a questo Kherydan.» e Skado porse al Riedrano un piccolo libretto nero.
Giusto il tempo di prendere in mano il libro, quando: «Ehi! Non avete sentito?»
«Cosa?»
«Un rumore... come un tintinnio metall.... ATTENTI!!!!» e con un balzo all'indietro Kherydan evitò un fendente mortale, che però lo ferì alla spalla sinistra.
Lo schianto fu terribile.
La creatura che avevano visto sparire oltre la balaustra, era piombata su di loro dal... cielo!
La lama aveva proseguito la sua corsa, colpendo non mortalemente il suo bersaglio, schiantandosi infine a terra, seguita dal suo prorietario.
L'arma s'infranse e per l'impatto parte della pavimentazione si frantumò, creando un piccolo cratere attorno corpo inginocchiato dell'essere.
La creatura si sollevò in piedi lentamente.
Con un movimento del polso, la lama spezzata rientrò nella manica seguita da un tintinnio di ingranaggi.
Abbassando il cappuccio ed estraendo un'ascia, la creatura puntò i suoi freddi occhi rossi sui tre compagni basiti.
L'assassino.
Un forgiato.
Zol, Decimo giorno di Barrakas
Cronache di Eberron – 998 AR
Come ordinato dal mezzelfo Lulshen, i quattro si stavano recando al distretto delle Torri di Mithral, per fare due chiacchiere col nobile Rowest Sensos, un parente dell'influente politico Sorik Sensos, per scoprire perché da qualche tempo, non si facesse più vedere alla "Fossa".
Lulshen era solito ribadirlo ad ogni occasione: i debiti di gioco, vanno onorati. Sempre.
Pilgrim, Jagoren, Kherydan e Skado sono quelle conseguenze, che si manifestano, quando non si rispetta questa semplice regola.
«Cerchiamo di fare in fretta, perché non sopporto questa pioggia.», lamentò Pilgrim.
«Dobbiamo arrivare al ponte di Guglia Kelsa, e poi proseguire diritti», precisò Skado.
Pilgrim, forgiato emerso dalle Forge di Creazione dei Cannith di Sharn, durante il conflitto fu spedito a proteggere i confini Brelandiani contro gli eserciti del Karrnath e del Cyre. Al termine della guerra, trovandosi all'improvviso libero e senza ordini da eseguire, rientrò a Sharn. Dimostrò di essere più sofisticato, rispetto ai suoi fratelli costrutti, pertanto si dedicò agli studi di artimagia, dimostrando un certo talento per la professione di artefice. Dallo spirito indipendente e animato dal desiderio di vedere il mondo, intraprese un viaggio attraverso il Breland. Vagò per la regione conoscendo persone e ampliando il suo bagaglio culturale, fino a giungere ai confini nord dove si stendono le Terre dell'Eldeen. Lì incontrò Skado, un morfico PassoLungo, particolarmente socievole e dotato di spirito d'avventura. Fu proprio lui a battezzarlo Pilgrim, pellegrino.
«Di che ti lamenti amico? I fulmini stasera sono davvero fantastici ed in fondo la pioggia è una cosa naturale.», replicò Kherydan «Ma tu, riesci a comprendere la potenza e la bellezza della natura, forgiato?»
«E' solo un costrutto senziente, non puoi aspettarti nulla di più di quel che ti darebbe un omuncolo.», rispose sprezzante Jagoren. E senza dare il tempo a Pilgrim di replicare, aggiunse: «Beh, io vado al Museo Dezina. Sono stato invitato, come rappresentante del mio casato, ad una mostra di archeologi di Morgrave di ritorno da Xen'Drik. Ci vediamo dopo.» e si allontanò senza voltarsi.
Il morfico rimase perplesso e mormorò: «Ma chi si crede di essere?»
Skado, ranger delle Terre dell'Eldeen, lo si definirebbe un tipo amichevole e generalmente di buon umore. Del suo passato non parla mai, non ama la violenza gratuita, e non uccide a meno che non sia strettamente necessario; ma la sua peculiarità più spiccata è la curiosità, e spesso per questa, si è cacciato nei guai. Si distingue nel combattimento corpo a corpo, ma diventa micidiale se imbraccia il suo arco lungo. Per farla breve, un ranger morfico dell'Eldeen.
Opposto, per così dire, a Jagoren.
Skado e Pilgrim nel loro girovagare, mentre visitavano la città di Starilaskur, fecero la conoscenza del nobile Jagoren d'Deneith, della Gilda dei Difensori. L'incontro non fu dei più cordiali, visto che Jagoren aveva indenzione di ucciderli perché convinto che fossero due sicari, inviati ad uccidere il suo cliente. Risolto l'equivoco, Jagoren si incuriosì ai racconti dei due vagabondi e di punto in bianco decise che per meglio servire il casato (e le sue sfrenate ambizioni), avrebbe dovuto fare esperienza come avventuriero. Si unì così ai due e puntarono verso sud, seguendo la strada mercantile.
«Il solito sbruffone...» rispose Kherydan e, sistemandosi la spada, avanzò impettito.
Gli altri lo seguirono.
Dei quattro, certamente il più misterioso era il riedrano dall'oscuro passato Kherydan. Di lui ha rivelato solo di essere fuggito anni fa da un piccolo villaggio di Riedra chiamato Khel. Valente in combattimento, generoso ed altruista con gli amici, dal fascino esotico e con una dialettica persuasiva fuori dal comune, sembra davvero uno uomo che non ha nulla a che spartire con la gente del Khorvaire.
Dopo circa un'ora, mentre attraversavano la passerella che porta a Torre Dalannan a est di guglia Kelsa, Kherydan scorse qualcosa, a circa 20 metri da loro.
Nella penombra del velo di pioggia, semi-nascosta dalle ombre delle lanterne perenni, una figura incappucciata si ergeva innanzi a loro, e ai suoi piedi, una sorta di fagotto indistinguibile dalla loro posizione.
«Ehi, guardate là», sussurrò Kherydan.
«Andiamo a vedere», suggerì Skado e avanzò di un paio di passi.
Un fulmine balenò in cielo delineando i contorni della figura e della lunga lama che spuntava dalla sua manica.
«Per tutti i demoni!» imprecò Pilgrim.
La figura sul ponte si voltò verso di loro.
Kherydan, avanzò a sua volta e continuò a fissarla, in segno di sfida.
Con uno scatto fulmineo, la creatura si lanciò verso di loro.
Kherydan mise mano alla spada, Pilgrim estrasse la sua balestra leggera da polso e Skado fece un altro passo in avanti, tendendo una mano e intimando: «Fermati! Fermati!»
L'essere continuò a correre ed arrivato ad un passo da loro, allargò le sinuose braccia e spiccò un balzo straordinario. Ruotando acrobaticamente su se stessa, saltò oltre la balaustra, nel vuoto.
I tre rimasero un istante a bocca aperta e poi corsero sul bordo a verificare.
Sparita. Probabilmente era troppo buio per notare qulacosa.
Si trovavano a circa mille metri di altezza, nulla sarebbe sopravvissuto a quel salto.
«Lì c'è qualcosa. Venite! Andiamo a controllare!» incalzò il morfico.
Avvicinatisi al ponte di Guglia Kelsa, trovarono riverso a terra, in una pozza di sangue, un uomo brizzolato vestito con abiti distinti e con una sacca di ottima fattura stretta nella mano destra.
Skado lo girò, e risultò subito evidente che era morto. La ferita che gli squarciava il petto gli era stata inferta da pochissimo.
«Per la pelle del Simulacro!», imprecò Skado: «Scommetto che quel folle che si è gettato di sotto, è l'assassino!»
«Già... e ci è scappato...», commentò Kherydan.
«Beh, diamo un'occhiata a questa sacca...» e Skado iniziò a frugare: «Ehi! Una mela! Beh... tanto a lui non serve più...» e il morfico diede un morso.
«A volte stupisci pure me...», commentò il forgiato.
«Qualche moneta, qualche foglio di carta con pennini... mmm... niente di che... si direbbe uno studioso, o qualcosa di simile... Ah, il suo documento e... interessante... dai un'occhiata a questo Kherydan.» e Skado porse al Riedrano un piccolo libretto nero.
Giusto il tempo di prendere in mano il libro, quando: «Ehi! Non avete sentito?»
«Cosa?»
«Un rumore... come un tintinnio metall.... ATTENTI!!!!» e con un balzo all'indietro Kherydan evitò un fendente mortale, che però lo ferì alla spalla sinistra.
Lo schianto fu terribile.
La creatura che avevano visto sparire oltre la balaustra, era piombata su di loro dal... cielo!
La lama aveva proseguito la sua corsa, colpendo non mortalemente il suo bersaglio, schiantandosi infine a terra, seguita dal suo prorietario.
L'arma s'infranse e per l'impatto parte della pavimentazione si frantumò, creando un piccolo cratere attorno corpo inginocchiato dell'essere.
La creatura si sollevò in piedi lentamente.
Con un movimento del polso, la lama spezzata rientrò nella manica seguita da un tintinnio di ingranaggi.
Abbassando il cappuccio ed estraendo un'ascia, la creatura puntò i suoi freddi occhi rossi sui tre compagni basiti.
L'assassino.
Un forgiato.
Zol, Decimo giorno di Barrakas
Cronache di Eberron – 998 AR
lunedì 2 giugno 2008
Aggiornamento layout
Da oggi è a in linea la nuova veste grafica del sito.
Sicuramente migliorabile, sia graficamente che come format, ma certamente meglio di quel epitaffio che era prima.
Ovviamente, chiunque abbia in mente qualcosa di speciale per il blog, si faccia avanti che ne parliamo.
Sicuramente migliorabile, sia graficamente che come format, ma certamente meglio di quel epitaffio che era prima.
Ovviamente, chiunque abbia in mente qualcosa di speciale per il blog, si faccia avanti che ne parliamo.
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